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Rocche del Reopasso

Le Rocche del Reopasso: il cuore del Parco dell'Antola!

Non è difficile comprendere perché proprio qui l’Appennino ligure abbia mantenuto in larga parte intatte le sue caratteristiche ancestrali, senza mai lasciarsi addomesticare.

È sufficiente osservare il profilo di questi monti, costituiti da estesi affioramenti di conglomerato di Savignone, con le loro placche scoscese e i torrioni ripidi, verticali, talvolta persino a strapiombo. Davvero un territorio disagevole, che ha sempre opposto resistenza all’attraversamento e all’insediamento umano, come avvertono le suggestioni del nome Reopasso (passaggio cattivo, pericoloso) o quelle ancora più esplicite della Carrega do Diao, l’enorme “sedia del Diavolo”, scolpita da mano non certo umana nella roccia della più alta fra queste cime…

Persino gli inarrestabili eserciti di Napoleone, che si erano fatti beffa dei bastioni della Superba, si arrestarono davanti a queste guglie d’Appennino. Fu solo grazie alla guida esperta di un “collaborazionista” del luogo che i dragoni francesi riuscirono a inerpicarsi nottetempo fra i sentieri del Reopasso, sbaragliando la resistenza del manipolo d’irriducibili fedeli della defunta repubblica genovese, che qui si erano asserragliati.

Proprio perché tanto ostile all’insediamento umano, quest’area si è conservata come un piccolo angolo di wilderness, che ospita rare varietà di flora e fauna. Fra le rocce dell’Anchise, della Biurca e della Carrega do Diao nidifica lo schivo picchio rosso minore, assieme ad una cinquantina di altre specie di avifauna rupestre.

I profili arditi del Reopasso sono oggi meta di escursionisti esperti che ne percorrono gli esposti sentieri o affrontano l’impegnativa via ferrata Orlandini. Anche gli appassionati di arrampicata qui possono cimentarsi su diversi itinerari attrezzati.


Come arrivare

In auto: Autostrada A7, uscita casello di Busalla e da qui si segue la strada per Crocefieschi.

Le Rocche del Reopasso
Le Rocche del Reopasso
(foto di PR Antola)
 
Le Rocche del Reopasso
Le Rocche del Reopasso
(foto di Carlo Valente)
 
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