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Biodiversità e le specie aliene invasive

Con noi intendo, una specie animale denominata scientificamente Homo sapiens, che si è evoluta ed è arrivata al livello che oggi conosciamo grazie alle disgrazie (leggasi estinzioni) cui sono incappate molte specie nei milioni di anni di evoluzione delle forme di vita più complesse.

Si pensa, grazie anche a prove fossili, che la vita con forme un po' più complesse abbia cominciato a fare la sua comparsa circa 650/550 milioni di anni or sono. Da allora, sia per le estinzioni di "fondo", cioè quelle che avvengono a seguito del normale passare del tempo, sia per quelle di "massa", cioè estinzioni catastrofiche dovute a fenomeni estremamente distruttivi come eruzioni o impatti di grossi meteoriti, si calcola siano scomparse circa 30 miliardi di specie.

Fra le estinzioni di massa quella del Permiano, circa 225 milioni di anni or sono, sembrerebbe essere stata la più disastrosa avendo portato all'estinzione più dell'85% delle specie allora conosciute. Ma la vita ha continuato il suo percorso ed ha sviluppato nuove forme. Poi, 65 milioni di anni or sono, forse per la collisione con un meteorite, ecco la scomparsa dei dinosauri. Da quel momento è iniziata l'epoca e lo sviluppo dei mammiferi che ha portato alle forme che conosciamo, uomo compreso.

Oggi viviamo in un mondo fortemente antropizzato dove l'uomo ha frammentato gli ambienti e portato alla scomparsa o alla riduzione un sempre maggiore numero di specie e habitat presenti sul nostro pianeta.

I parchi, le riserve naturali, tutta la Rete Natura 2000 sono per l'umanità l'equivalente delle riserve auree per l'economia. Più biodiversità si tutela, maggiori sono le possibilità di permettere la vita sulla terra: anche quella della specie uomo!

In questo momento, un'altra grave minaccia alla biodiversità è costituita dall'introduzione, in forma sempre più massiccia, di specie importate da altri paesi o continenti: sono le specie aliene invasive (IAS) che, introdotte in ambienti già sofferenti perché frammentati, spesso diventano una minaccia per le specie autoctone con il rischio di portarle addirittura ad estinzione.

Esempi che possiamo ritrovare nel Parco dell'Antola sono piante quali l'Ailanthus altissima (dalla Cina) e la Robinia pseudoacacia (dall'America del Nord) (anche se qualcuno la definisce naturalizzata). Fra gli animali che, importati, potrebbero costituire un pericolo è da ricordare la Vespa velutina (proveniente dall'Oriente) pericolosissima per le api. E perché non citare il Cinipede del castagno che è stato importato dalla Cina? L'Europa sta promuovendo diverse azioni per sensibilizzare le persone a limitare le importazioni di specie esotiche e a diminuirne il commercio. È una sfida importante ma per coloro che amano la natura, e perciò i parchi, da accettare, facendola propria e aumentando la "coscienza" per la tutela dell'ambiente e quindi indirettamente, anche se egoisticamente, del genere umano.


Testo di Valter Raineri*

*Dottor Valter Raineri – Responsabile Ufficio Biodiversità di ARPAL, Direzione Scientifica – U.O. Pianificazione e Coordinamento Attività Territoriali. Studioso di biodiversità e di farfalle notturne (Geometridae) e gestore scientifico di Li.Bi.Oss. (Osservatorio Ligure della biodiversità).

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